“Regole etiche per la scelta delle candidature e un accordo programmatico che consideri prioritari due punti: la tutela della qualità della vita a Frascati, salvaguardando le periferie dall’aggressione del cemento e il centro dalla morsa del traffico, e una riforma dello Statuto comunale, che deve prevedere strumenti per la partecipazione di cittadini, associazioni e comitati di quartiere alle scelte più importanti dell’amministrazione municipale. Sono questi i punti che ‘Frascati a Sinistra’ ritiene oggi ancora di più essenziali per costruire su basi nuove e più solide una rinnovata coalizione di centrosinistra per le prossime elezioni comunali. Chi non ci sta, abbia la correttezza di dirlo ai frascatani e, per noi, sta già oggi fuori dal centrosinistra. Chiediamo al Partito democratico di dire una parola chiara e unanime sulle nostre proposte, sapendo però che per noi etica e programma sono requisiti essenziali in politica: se non ci saranno queste condizioni, non è affatto scontato che la Sinistra sia disponibile a partecipare a una coalizione che si regga solo sulle chiacchiere”

Lo afferma Massimo Marciano, coordinatore del movimento politico “Frascati a Sinistra” all’indomani del consiglio comunale del 20 scorso, in cui una parte del gruppo del Pd ha fatto mancare il numero legale. La seduta, già alla terza convocazione, si è interrotta dopo la votazione del punto relativo all’atto di indirizzo per Grotte Portella. Dopo che è stata approvata la mozione di annullamento della delibera presa il 2 agosto, a causa dell’incompatibilità di un consigliere che aveva votato in aula, alla sua riproposizione erano presenti in aula soltanto nove consiglieri di maggioranza: Posa, Mercuri, Zangrilli, Casagrande, Mancini, Ciuccoli, Troiani, Rossetti, Morelli. Cinque di questi non fanno parte del gruppo del Pd.

“Sono profondamente amareggiato – commenta Damiano Morelli, capogruppo in consiglio comunale di ‘Frascati a Sinistra’ -, ma soprattutto indignato dal comportamento di alcuni miei colleghi che, ancora una volta, hanno tradito il loro compito di Consigliere comunale, che è quello di dare delle risposte alla Città, con la loro presenza e l’espressione del loro voto in Consiglio. Fare il consigliere significa innanzitutto mettersi al servizio della propria città; il fatto di non avere uno stipendio non significa che il ruolo debba essere sminuito. Il consiglio è l’organo decisionale supremo del Comune, non partecipare ai consigli comunali significa bloccare tutta la macchina amministrativa. Il problema, come è sempre più chiaro, è all’interno del Partito democratico. Un partito a cui afferiscono sindaco e assessori tutti, oltre che un gruppo consiliare che esprime undici consiglieri, ovvero la maggioranza assoluta del consiglio comunale. Un partito con una tale forza ha l’onore di governare Frascati, ma deve avere anche l’onere, etico e morale, di garantire che i lavori del consiglio possano procedere comunque”.

Per questo “Frascati a Sinistra” insiste, ancora con più forza dopo i fatti del 20 ottobre, sull’approvazione, da parte della coalizione, di un codice etico e di una base programmatica per le prossime amministrative. Il codice etico diventa, ancor più dopo i fatti del 20 ottobre, imprescindibile strumento per garantire a Frascati, oltre ad un piano di sviluppo condiviso dai cittadini e dalle forze di progresso, quella dignità che ogni consigliere comunale eletto, ma anche chi ha intenzione di essere candidato, deve avere per poter essere all’altezza del ruolo.

Etica e programmi: Frascati a Sinistra insiste sul patto per il nuovo centrosinistra
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