Morelli d Di Tommaso
L'Assessore al Bilancio Damiano Morelli e il Sindaco Stefano Di Tommaso

Anche il Sindaco di Frascati Stefano Di Tommaso, accompagnato dall’Assessore al Bilancio Damiano Morelli, era presente con la fascia tricolore listata a lutto lo scorso mercoledì 23 giugno, di fronte alla sede del Senato, dove centinaia di sindaci si sono riuniti per dire la loro contro la manovra economica “lacrime e sangue” del Ministro Tremonti.

La protesta, organizzata da Anci, Upi, Legautonomie, Uncem e Cgil, è durata un paio d’ore, durante le quali i sindaci, di tutte le estrazioni politiche, rinunciando alle bandiere di partito, hanno parlato con un’unica voce delle forti criticità che la manovra Tremonti reca agli Enti locali.

Il peso economico della manovra del governo ricade quasi interamente sugli Enti locali, che forniscono servizi essenziali ai cittadini, e specialmente a quelli più in difficoltà, come i servizi sociali, quelli scolastici di base, culturali, per la qualità della vita nel territorio: tutti interventi che, con i tagli di spesa previsti, sono messi in serio pericolo.

Stefano Di Tommaso
Il Sindaco Stefano Di Tommaso

“La manifestazione di mercoledì non è stata una manifestazione contro il governo, ci rendiamo conto del momento di crisi e della necessità di ottimizzare le spese – afferma Damiano Morelli -. Scendendo in piazza, centinaia di sindaci hanno voluto esprimere la loro contrarietà all’eccessiva pressione della manovra sugli enti locali, chiedendo che i sacrifici vengano distribuiti in maniera più equa anche sulle spese dello Stato. E’ stato chiesto soprattutto di rivedere i criteri del patto di stabilità, modificati successivamente all’approvazione dei bilanci di previsione con valenza retroattiva.

E’ il caso di Frascati che, pur avendo approvato il bilancio di previsione 2010 nei termini previsti dalla normativa, lo scorso 22 Dicembre, in rispetto dei criteri allora vigenti, si trova in grandissima difficoltà dopo sei mesi di esercizio, quando il governo cambia in corsa le regole del gioco.

La manovra non consentirà ad oltre il 50% dei Comuni il rispetto del patto di stabilità, Comuni virtuosi che hanno finora sostenuto il peso della crisi, garantendo nonostante tutto i servizi fondamentali. Comuni che sono la prima interfaccia con i Cittadini e che si trovano a non poter pagare quello che è stato e che si sta realizzando pur avendo fondi in cassa.

Un paradosso che, invece di produrre l’effetto di rilancio che tutti auspichiamo, blocca la piccola e media economia, gli imprenditori, i cantieri, che impedisce alle imprese di ricevere quanto spetta loro e pagare i propri dipendenti.

Chiediamo che venga riconosciuto il principio costituzionale della pari dignità degli Enti Locali, che non vengano fatte prevaricazioni a discapito dei Comuni, che i Cittadini non debbano di nuovo assumersi il peso di una manovra che potrebbe essere impostata in maniera più equa.

Per questo auspichiamo che l’ANCI, nella figura del suo Presidente Chiamparino, possa negoziare con il Governo una sostanziale revisione dei criteri di patto, o almeno fare in modo che chi, come Frascati, ha rispettato la normativa vigente, non venga penalizzato in corsa, quando diventa molto difficile rientrare nei parametri ora previsti.”

Unanime la protesta dei sindaci che si sono dati appuntamento di fronte al Senato. Alcuni di essi, per dare l’immagine della strozzatura economica di fronte alla quale si troveranno tutti i Comuni d’Italia se la manovra del governo non verrà rivista, si sono presentati in piazza con un cappio al collo.

Il presidente dell’ANCI Chiamparino, dopo aver incontrato il Ministro Tremonti, ha dichiarato che “qualcosa si è mosso“. Il Presidente dell’UPI Castiglione dichiara che “abbiamo chiesto di introdurre criteri meritocratici come il tasso di indebitamento o il rapporto tra i costi del personale e la spesa corrente“.

Non rimane che attendere gli esiti delle consultazioni, con le dita incrociate, e con la speranza che il buon senso prevalga nei nostri governatori, i quali, se fosse confermata la manovra così come è oggi, si dovranno assumere la piena responsabilità degli esiti catastrofici sui cittadini della stessa.

Anche dal Comune di Frascati il no al taglio imposto dalla manovra economica del governo

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