8 Marzo – Giornata Internazionale della Donna

In questa data, nel 1908, 129 lavoratrici morirono arse dalle fiamme nello stabilimento tessile Cotton, nel quale furono rinchiuse nel corso di uno sciopero. Successivamente questa data venne proposta come giornata di lotta internazionale, a favore delle donne, da Rosa Luxemburg, in ricordo della tragedia. Fra gli altri eventi storici commemora l’incendio della fabbrica Triangle (New York, 1911), dove 148 persone, la maggior parte donne immigrate (moltissime di origine italiana), persero la vita.

Il 1975 fu designato come  ‘Anno Internazionale dell Donne’ dalle Nazioni Unite.

La Giornata Internazionale della Donna, comunemente però definita Festa della Donna, è un giorno di celebrazione per le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne ed è una festività internazionale celebrata in diversi paesi del mondo occidentale.

Tuttavia nel corso degli anni il vero significato di questa ricorrenza è andato un po’ sfumando, lasciando il posto ad una ricorrenza caratterizzata anche – se non soprattutto – da connotati di carattere commerciale e politico.

A partire da quell’anno la Nazioni Unite hanno cominciato a celebrare la giornata internazionale della donna l’8 marzo. Due anni dopo, nel dicembre 1977, l’assemblea generale delle Nazioni Unite adottò una risoluzione proclamando una “giornata delle nazioni unite per i diritti della donna e la pace internazionale” da osservare in un qualsiasi giorno dell’anno dagli stati membri in accordo con le tradizioni storiche e nazionali di ogni stato.

Pari opportunità

I principi delle pari opportunità nella legge italiana sono contenuti nella Costituzione agli Artt. 3, 37, 51 e 117. Il D. Lgs. 29/93 dispone che almeno 1/3 delle donne sia parte nelle commissioni degli uffici pubblici.

La legge costituzionale che ha modificato l’art. 51 della Costituzione, il 5 maggio 2003, dispone la rappresentazione delle donne nelle cariche politiche.

La Destra festeggia l’8 Marzo

  • Pensione a 65 anni
  • cancellato il rifinanziamento del fondo per gli asili nido
  • cancellato il fondo per la non autosufficienza

L’età pensionabile delle donne. Parità o differenza?

di Betti Leone

Mentre la retorica familista pervade tutte le discussioni sul welfare, a partire dal libro verde del ministro Sacconi, e la chiesa Cattolica propone addirittura la retribuzione del lavoro casalingo, il Governo vuole cancellare l’unica normativa che riconosce un valore sociale al lavoro di cura permettendo alle donne un anticipo dell’età di pensionamento in ragione del doppio impegno nel lavoro produttivo e riproduttivo( “la doppia presenza”, come si sarebbe detto una volta).

Alemanno festeggia l’8 marzo a Villa Lazzaroni: Franco Califano, stand di profumi (per la femminilità), cioccolata (per la sensualità), Ferrari (per donne e motori).

“Ho avuto 1700 donne”. E poi: “Le donne mi danno del maschilista? Cazzi loro. Io dico che mi hanno sempre amato”. Queste, alcune delle “considerazioni” di Franco Califano sulle donne, fatte martedì all’università di Roma Tre, invitato dagli studenti di Azione Universitaria. Dopo queste esternazioni, proprio lui, Califano, terrà un concerto l’8 marzo, giornata mondiale della donna, col patrocinio del comune di Roma.

La sede dell’evento sarà Villa Lazzaroni, nel IX municipio, dove si trova il parco della Caffarella. E’ qui che, il giorno di San Valentino, una ragazzina è stata stuprata. Non è stata neppure avvertita la presidente di municipio, Susy Fantino, che nello stesso giorno ha organizzato una mobilitazione straordinaria, dalle 11 al tramonto, contro la violenza sulle donne.

L’idea di affidare a Califano la ricorrenza, è dell’assessore alla Cultura, Umberto Croppi, volta ad omaggiare “un maestro di vita e di poesia”.

Giorgio Napolitano

E’ grazie alla Costituzione, infatti, osserva Napolitano, che i ”valori piu’ preziosi per le donne” come l’emancipazione, la liberta’, l’uguaglianza e il pieno riconoscimento dei meriti, sono diventati principi e poi diritti.

Le donne, comunque, non sono solo vittime di violenze, stupri, molestie e vessazioni, ma anche di disparita’ di trattamento sul lavoro e da un punto di vista salariale. E in un momento come questo della crisi finanziaria ed economica, ”che da’ segni piuttosto di ulteriore aggravamento che non di allentamento”, ”non possiamo non chiederci quanto rischi di essere particolarmente colpito il lavoro femminile: tema sul quale ancora non si vede concentrarsi abbastanza l’attenzione, la riflessione e l’impegno”.

STUPRI DIMINUITI DELL’8,4% NEL 2008

Viminale Nel periodo 2006 – 2008 italiani responsabili al 61%, romeni 7, 8%

(ANSA) – ROMA, 24 FEB –

In Italia gli episodi di violenze sessuali nel 2008 sono diminuiti dell’8,4%, secondo dati diffusi dal Dipartimento della Pubblica sicurezza. Analizzando l’andamento del fenomeno nel triennio 2006-2008, risulta che gli autori sono italiani nel 60,9% dei casi, seguiti dai romeni (7,8%) e dai marocchini (6,3%). Le vittime sono per lo piu’ donne (85,3%) e di nazionalita’ italiana (68,9%). La maggior parte degli stupri rientra nelle violenze sessuali non aggravate, anche queste in diminuzione del 7,4%.

In conclusione, come è più pericoloso lavorare in Italia (1300 morti sul lavoro/anno), che combattere una guerra in Iraq (500 marines morti/anno), risulta, per una donna, più pericoloso sposare un cittadino italiano, che passeggiare in minigonna in un campo di prima accoglienza.

8 marzo: giornata internazionale della donna
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